venerdì 8 marzo 2013

"Uomini che comprano donne" - Un'inchiesta giornalistica di Repubblica


Prendendo spunto dalle celebrazioni per la giornata della donna, il quotidiano "la Repubblica" pubblica, nelle pagine on-line oggi, una interessante inchiesta giornalistica sulla prostituzione che vale la pena segnalare agli studenti del corso di Sociologia della devianza con cui, proprio nella settimana appena finita, abbiamo discusso questo tema. L'inchiesta è raggiungibile all'indirizzo "Uomini che comprano donne" (La repubblica) .

mercoledì 6 marzo 2013

Record-High 50% of Americans Favor Legalizing Marijuana Use

La svolta dell'opinione pubblica americana nei confronti della legalizzazione della marijuana nelle indagini Gallup




(fonte: http://www.gallup.com/poll/150149/Record-High-Americans-Favor-Legalizing-Marijuana.aspx)


Record-High 50% of Americans Favor Legalizing Marijuana Use

Liberals and those 18 to 29 most in favor; Americans 65 and older most opposed

by Frank Newport
PRINCETON, NJ -- A record-high 50% of Americans now say the use of marijuana should be made legal, up from 46% last year. Forty-six percent say marijuana use should remain illegal.
1969-2011 Trend: Support for Making Use of Marijuana Legal
When Gallup first asked about legalizing marijuana, in 1969, 12% of Americans favored it, while 84% were opposed. Support remained in the mid-20s in Gallup measures from the late 1970s to the mid-1990s, but has crept up since, passing 30% in 2000 and 40% in 2009 before reaching the 50% level in this year's Oct. 6-9 annual Crime survey.
According to the National Institute on Drug Abuse, "Marijuana is the most commonly abused illicit drug in the United States." The National Survey on Drug Use and Health in 2009 found that "16.7 million Americans aged 12 or older used marijuana at least once in the month prior to being surveyed, an increase over the rates reported in all years between 2002 and 2008."
The advocacy group National Organization for the Reform of Marijuana Laws claims that marijuana is the third-most-popular recreational drug in America, behind only alcohol and tobacco. Some states have decriminalized marijuana's use, some have made it legal for medicinal use, and some officials, including former U.S. Surgeon General Joycelyn Elders, have called for legalizing its use.
A Gallup survey last year found that 70% favored making it legal for doctors to prescribe marijuana in order to reduce pain and suffering. Americans have consistently been more likely to favor the use of marijuana for medicinal purposes than to favor its legalization generally.
Younger Americans Most in Favor of Legalizing Marijuana
Support for legalizing marijuana is directly and inversely proportional to age, ranging from 62% approval among those 18 to 29 down to 31% among those 65 and older. Liberals are twice as likely as conservatives to favor legalizing marijuana. And Democrats and independents are more likely to be in favor than are Republicans.
More men than women support legalizing the drug. Those in the West and Midwest are more likely to favor it than those in the South.
Support for Legalizing Use of Marijuana, by Subgroup, October 2011
Bottom Line
Support for legalizing marijuana has been increasing over the past several years, rising to 50% today -- the highest on record. If this current trend on legalizing marijuana continues, pressure may build to bring the nation's laws into compliance with the people's wishes.
Survey Methods
Results for this Gallup poll are based on telephone interviews conducted Oct. 6-9, 2011, with a random sample of 1,005 adults, aged 18 and older, living in all 50 U.S. states and the District of Columbia.
For results based on the total sample of national adults, one can say with 95% confidence that the maximum margin of sampling error is ±4 percentage points.
Interviews are conducted with respondents on landline telephones and cellular phones, with interviews conducted in Spanish for respondents who are primarily Spanish-speaking. Each sample includes a minimum quota of 400 cell phone respondents and 600 landline respondents per 1,000 national adults, with additional minimum quotas among landline respondents by region. Landline telephone numbers are chosen at random among listed telephone numbers. Cell phone numbers are selected using random-digit-dial methods. Landline respondents are chosen at random within each household on the basis of which member had the most recent birthday.
Samples are weighted by gender, age, race, Hispanic ethnicity, education, region, adults in the household, and phone status (cell phone only/landline only/both, cell phone mostly, and having an unlisted landline number). Demographic weighting targets are based on the March 2010 Current Population Survey figures for the aged 18 and older non-institutionalized population living in U.S. telephone households. All reported margins of sampling error include the computed design effects for weighting and sample design.
In addition to sampling error, question wording and practical difficulties in conducting surveys can introduce error or bias into the findings of public opinion polls.
For more details on Gallup's polling methodology, visit www.gallup.com.

sabato 2 febbraio 2013

Il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Un commento al comunicato di Medici per i diritti umani sui Cie

(Di prossima pubblicazione su «Corriereimmigrazione. Settimanale di informazione e cultura sull'Italia di oggi e di domani».)

Il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto
di Asher Colombo



L'affermazione secondo la quale i Cie sarebbero inefficaci perché solo la metà dei trattenuti viene effettivamente rimpatriata richiama alla mente - letteralmente dati i numeri - il detto sul bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Il 50% di espulsi sul totale dei trattenuti sono tanti o sono pochi? Sono pochi, si dice, anche perché l'estensione a ben 18 mesi del limite massimo di trattenimento amministrativo ha accresciuto in maniera risibile quella percentuale che misura l'efficacia dello strumento. Ma, come si spiega agli studenti al primo anno di università, 50% non è né tanto né poco in sé. Tutto dipende dal termine di paragone. E confrontare il valore attuale con quello raggiunto prima dell'aumento della durata massima del trattenimento nei Cie ha poco senso. Già prima di quella estensione, infatti, il numero medio di giorni di trattenimento effettivamente rilevato, era ben lontano da quello massimo: meno di 2 mesi contro 6, e l'estensione a 18 mesi non avrà prodotto alcuna crescita sulla durata media dei trattenimenti, perché in realtà ragioni economiche tendono a rendere tale durata la più bassa possibile compatibilmente con gli obiettivi dello strumento. Più utile, invece, è paragonare quel 50% con la percentuale di espulsioni raggiunte con gli altri strumenti a disposizione, ovvero il reato di immigrazione clandestina e le espulsioni complessive sul totale dei rintracciati in condizioni di irregolarità (l'unica popolazione misurabile, dato che sugli irregolari abbiamo solo stime in genere abbastanza fantasiose). Gli espulsi tra i denunciati per il reato di immigrazione clandestina sono circa il 20%, gli espulsi sul totale dei rintracciati suppergiù il 25%. In entrambi i casi assai meno di quanto si riesca a fare con i Cie. Tanto basta per affermare che, se abbiamo deciso di guardare alla loro efficacia relativa, i Cie sono lo strumento che ottiene i livelli di efficacia più elevati. Difficile definirlo uno strumento fallimentare quindi. 

Ma se guardiamo altri aspetti - le certe criticità nel rispetto dei diritti umani, le discutibili condizioni di trattenimento - la prospettiva di ridurre il più possibile il ricorso a uno strumento che la normativa europea - e italiana che questa ha recepito - concepisce come strumento di ultima istanza ha chiaramente un senso. Un dato che viene spesso omesso, e che in realtà non è mai stato possibile analizzare a fondo per mancanza di informazioni solide - è la composizione dei trattenuti nei Cie a seconda della loro provenienza. Non intendo, qui, la provenienza nazionale, pure in parte rilevante dato il ruolo che svolgono gli accordi di riammissione nel rendere più o meno probabili i rimpatri, ma la condizione di ex detenuti o meno. Una quota rilevante di trattenuti nei Cie viene infatti dal carcere, dove ha scontato condanne più o meno lunghe per reati comuni. Nella stragrande maggioranza dei casi la durata di queste condanne supera di gran lunga la durata media del trattenimento nei Cie, e sarebbe quindi del tutto congrua per avviare, e magari concludere, le procedure di identificazione e di espulsione, di fatto sottraendo un numero rilevante di stranieri irregolari autori di reati alla doppia sanzione, e riducendo da un lato la sofferenza dei trattenuti, dall'altro il rilevante esborso economico che pesa sulla collettività. 

Perché questa strada non è mai stata, non solo praticata, ma nemmeno presa in considerazione?


Il comunicato di Medici per i Diritti umani sui dati nazionali sui Cie per il 2012

Medici per i Diritti Umani
Centri di identificazione ed espulsione: i dati nazionali del 2012

Roma, 30 gennaio 2013

Secondo i dati <http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/Tabella_comparativa_2011-2012.pdf> forniti dalla Polizia di Stato, nel 2012 sono stati 7.944 (7.012 uomini e 932 donne) i migranti trattenuti in tutti i centri di identificazione ed espulsione (CIE) operativi in Italia. Di questi solo la metà (4.015) sono stati effettivamente rimpatriati con un tasso di efficacia (rimpatriati su trattenuti) del 50,54%. Si conferma dunque la sostanziale inutilità dell'estensione della durata massima del trattenimento da 6 a 18 mesi (giugno 2011) ai fini di un miglioramento nell'efficacia delle espulsioni, dal momento che il rapporto tra i migranti rimpatriati rispetto al totale dei trattenuti nei CIE è incrementato di appena il 2,3% rispetto al 2010, anno in cui il limite massimo per la detenzione amministrativa era ancora di sei mesi. Rispetto al 2011, poi, l'incremento del tasso di efficacia nei rimpatri è risultato addirittura irrilevante (+0,3%). Per di più, se si compara il numero effettivo di rimpatri effettuati nel 2008 (anno in cui i termini massimi di trattenimento erano ancora di 60 giorni) con quello del 2012, si registra una flessione da 4.320 a 4.015 (si veda grafico rendimento CIE <http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/Grafico_rendimento_CIE.pdf> ). Il numero complessivo dei migranti rimpatriati attraverso i CIE nel 2012 risulta essere l'1,2% del totale degli immigrati in condizioni di irregolarità presenti sul territorio italiano (326.000 secondo le stime dell'ISMU al primo gennaio 2012).


Se dal punto di vista della rilevanza dei numeri e dell'efficacia, la detenzione amministrativa si conferma essere uno strumento sostanzialmente fallimentare nel contrasto dell'immigrazione irregolare, il prolungamento del tempo massimo di detenzione nei CIE ha invece drammaticamente peggiorato le condizioni di vita dei migranti all'interno di queste strutture. Tale evidenza è stata sistematicamente riscontrata dai team di Medici per i Diritti Umani (MEDU) durante le viste effettuate in tutti i CIE nel corso dell'ultimo anno e confermata dagli stessi enti gestori e, sovente, anche dai rappresentanti delle Prefetture. In effetti per quanto concerne  il prolungamento dei tempi massimi di trattenimento è pressoché unanime il giudizio negativo espresso dai responsabili degli enti gestori dei 10 CIE monitorati da MEDU nel corso degli ultimi 12 mesi. Tale misura ha infatti  seriamente compromesso la gestione complessiva dei centri causando gravi problemi organizzativi, logistici e sanitari. A conferma dell'aggravamento del  clima di tensione e dell'ulteriore deterioramento delle condizioni di vivibilità all'interno dei centri di identificazione ed espulsione, vi sono le numerose rivolte e fughe che si sono verificate nel corso dell'anno appena trascorso: nel 2012 sono stati 1.049 i migranti fuggiti dai CIE, vale a dire il 33% in più rispetto al 2011.


Alla luce delle ulteriori evidenze acquisite in un anno di monitoraggio, Medici per i Diritti Umani ritiene necessario riportare la questione del superamento dei CIE nel dibattito elettorale  delle prossime elezioni politiche. Le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani dei migranti - ancor più dell'evidente inefficacia dei centri di identificazione ed espulsione - impongono una radicale revisione dell'attuale sistema di detenzione amministrativa. Tale revisione non può che avvenire nell'ambito di una profonda riforma della legge "Bossi-Fini" che porti a politiche migratorie atte a garantire reali possibilità di ingresso regolare e di inserimento sociale. Su questi argomenti è quanto mai urgente che le forze che si candidano a governare l'Italia si esprimano con la dovuta chiarezza.


VEDI tabella con i dati nazionali 2012 e 2011 sui CIE <http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/Tabella_comparativa_2011-2012.pdf>

VEDI grafico rendimento CIE <http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/Grafico_rendimento_CIE.pdf>

LEGGI Malato e trattenuto in un CIE dal 2011. Il caso di M. <http://www.mediciperidirittiumani.org/comunicato_30_gen_13.html>

Fonte: http://www.mediciperidirittiumani.org/comunicato_30_gen2_13.html


martedì 22 gennaio 2013

Come si tratta un clandestino

"Quest'ultimo [ricco imprenditore texano, cappellone e stivale da cow-boy inclusi] era ossessionato dal problema dell'immigrazione clandestina. Era favorevole ai controlli rigorosi al  confine, e perfino alla costruzione di una barriera fisica di qualche tipo, e ci portò con il suo aereo sul Rio Grande in modo che potessimo verificare di persona quanto il confine fosse precario. Successivamente ci disse che ogni settimana centinaia di clandestini attraversavano la sua proprietà, e per sfamarli aveva organizzato una mensa, in apparenza senza che lo sfiorasse minimamente l'idea di consegnarli alle autorità. Quando gli fu chiesto se questa condotta non contraddicesse le indicazioni della parte politica che egli sosteneva, rispose: «Questo non c'entra. Coloro che si trovano nella mia proprietà sono miei ospiti, e non li lascerò andare via affamati»" (P. Berger, Come vi spiego il mondo senza annoiarvi, Il Mulino, 2012, pp. 208-9)

giovedì 3 gennaio 2013

L'UE reintrodurrà i visti dai Balcani? (Da "The economist")

Fonte: http://www.economist.com/news/europe/21569064-will-eu-reimpose-visas-travellers-balkan-countries-asylum-system-abuse?utm_medium=referral&utm_source=t.co

The EU and the Balkans
Asylum system abuse
Will the EU reimpose visas for travellers from Balkan countries?
Jan 5th 2013 | from the print edition

“FAKE asylum seekers”, warns a poster in Belgrade airport, “risk everything.” It is three years since Serbs, Macedonians and Montenegrins got the freedom to travel without a visa to Europe’s 26-member Schengen zone. Bosnians and Albanians received it a year later. They see it as the single most valued prize in the European integration process.


The five Balkan countries may not be allowed to keep it. The reason is surging numbers of asylum seekers, especially from Serbia and Macedonia. In 2009, before visas were lifted for them, 9,860 of their citizens applied for asylum in the European Union (EU). In 2012, with incomplete data to October, the figure stood at 33,530 (see chart). Serbian citizens in Germany made 10,412 applications and Macedonians 6,012. Serbs topped the list of asylum seekers there, well ahead of Afghans and Syrians.

“The increasing abuse of the asylum system is not acceptable,” said Hans-Peter Friedrich, the German interior minister in October. “The huge inflow of Serbian and Macedonian citizens must be stopped immediately.” In October six EU interior ministers demanded faster action to allow the suspension of visa-free travel.

What the figures do not show is that officials estimate that 95% of the asylum seekers are poor Roma. Life maybe tough back home, but there is no overt persecution. In Serbia and Macedonia, Roma are better integrated into society than in most other countries. These asylum applicants know they won’t get it. From 2009 to 2011 of 19,650 Serbian applicants in Germany, Sweden and Luxembourg only 15 were allowed to stay. But they are trying their luck thanks to “the wide availability of information about benefits for asylum seekers”, says a new report by the European Stability Initiative (ESI), a think-tank.

During the months of waiting while authorities decide whether a claim is bogus or genuine the state provides applicants with money, accommodation, health care, schooling and so on. Given that in Macedonia the average monthly wage is €330 ($436) it clearly makes economic sense to head north for a few months.

Visas could be reimposed for Serbs and Macedonians this year. If this happens, says a Serbian official who asked not to be named, this would be seen as “rejection and punishment” and harm already falling support for joining the EU. Even worse, it may incite reprisals against Roma.

Tanja Fajon, a Slovene member of the European Parliament, believes some EU politicians are using the controversy to score political points, especially in Germany, which has elections this year. Carl Bildt, Sweden’s foreign minister, says that the visa-free regime needs to be protected but that action should be taken at “both ends of the problem”.

Although Macedonia has now begun stopping some people leaving if they don’t have a certain amount of money per day for a trip, such tactics teeter on the racist and the illegal. The obvious answer, argues Gerald Knaus, the head of ESI, is that Germany and other countries should speed up decisions on asylum applications from safe Balkan countries. After the Swiss did this the numbers applying tumbled. But when in July 2012 the German Constitutional Court ordered a threefold increase of benefits for asylum-seeking families, numbers surged.

lunedì 3 dicembre 2012

Secondo "Repubblica" le italiane riscoprono i lavori di casa. Ma è proprio vero?

Secondo Repubblica le italiane stanno tornando a lavorare nei servizi privati alle famiglie
Baby sitter o colf ma per necessità: le italiane riscoprono i lavori di casa - Repubblica.it:
eppure i dati dell'articolo sono tutti sbagliati. Si inizia dichiarando una crescita delle italiane del 20%, ma se si fanno bene i conti la crescita percentuale di italiane nei dati Inps dal 2008 (qualunque cosa voglia dire, e vuol dire poco) è del 10%, non del 20%. Una crescita tutt'altro che straordinaria. Ovviamente si attribuisce la responsabilità di questa crescita alla crisi, ma anche qui, chi conosce i dati, anche quelli dell'Inps, sa che le italiane aumentano tra le lavoratrici domestiche secondo i dati Inps non da tre anni, ma almeno dall'inizio di questo secolo. Ed è una crescita assai modesta. La crisi, quindi, c'entra davvero poco.



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mercoledì 28 novembre 2012

Immigrazione (regolare e irregolare) e lavoro domestico in Usa. I risultati della prima ricerca empirica basata su dati campionari

Una importante e solida ricerca di cui ha parlato il NYT, e il cui rapporto, scritto da Linda Burnham Nik Theodore, e con la prefazione di Barbara Ehrenreich, è scaricabile gratuitamente qui.

giovedì 18 ottobre 2012

Dall'Ined al Brasile: la lezione di oggi

Oggi a lezione si ispeziona un po' il sito dell'INED e la cartina planetaria con i dati su Les migrations dans le monde, a cui faremo riferimento spesso. Ripercorriamo le forme di organizzazione delle migrazioni in prospettiva storica, con accenni al Bracero program e al sistema del Gastarbeiter. A proposito del Bracero Program si spendono due parole sul Mexican Migration Project, i cui risultati sono visibili sul sito ben documentato e mantenuto. Finiamo a parlare dei legami tra stato di origine e comunità immigrate e del transnazionalismo politico. Uno studente italo-brasiliano di lontane origine ferraresi porta la sua testimonianza sulla partecipazione alle elezioni politiche nella circoscrizione Estero. - A lunedì.

mercoledì 17 ottobre 2012

La sanatoria è stata un flop?

Due articoli su Corriere immigrazione discutono la sanatoria 2012 (il famoso "ravvedimento operoso" con le sue 135 mila domande e concludono, sulla scia dell'opinione di molti commentatori (si vedano i rapporti della Fondazione Moressa) che, come ampiamente prevedibile, sia stata certamente un flop. Eppure... Rimanete in contatto e ne riparleremo.

venerdì 23 marzo 2012

Regolari ma in scadenza: rilasci e rinnovi dei permessi di soggiorno

Cosa sta cambiando nell'amministrazione dell'immigrazione? I primi risultati di una ricerca dell'Istituto Cattaneo e di Fieri sul Il Mulino 1/2012, di Colombo-Piro

Regolari ma in scadenza: rilasci e rinnovi dei permessi di soggiorno

mercoledì 15 febbraio 2012

Dall'auto abbandonata ad Abu Ghraib: Zimbardo e l'effetto Lucifero

Nel corso dell'ultima lezione si è discusso il libro di P. Zimbardo, "L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa?, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2007. Una lunga parte di questo libro ripercorre la vicenda dell'"Esperimento carcerario di Stanford", una pietra miliare degli studi nel campo della psicologia sociale, e una delle basi empiriche di alcuni filoni di ricerca nel campo della criminologia e dello studio della devianza. Gran parte del materiale empirico di questa ricerca, oltre a approfondimenti, documenti ecc., è archiviato nel sito dello Stanford Prison Experiment; il sito ufficiale del libro "L'effetto Lucifero" contiene filmati, oltre a testi non inseriti nel volume a stampa, tra cui il decalogo per resistere alle influenze. Philip Zimbardo ha un suo sito con vari materiali, compresi i link alla pagina Facebook, alla piattaforma Twitter e a un canale di YouTube.

L'articolo che pubblica per la prima volta l'esperimento dell'auto abbandonata e vandalizzata è qui.

La teoria della "finestra rotta" è stata esposta per la prima volta, invece, in un articolo del 1982.